La Storia
Squame è un viaggio attraverso le diversità.
“Il vero viaggio di scoperta – diceva Proust – non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”, e così attraversando popoli e culture apparentemente lontane, si può arrivare a concepire la diversità come una relazione di cui abbiamo bisogno per sentirci parte di qualcosa; un vestito di cartapesta che indossiamo quando abbiamo freddo o paura ma di cui potremmo fare serenamente a meno se accettassimo l’idea di poter vivere in un mondo multi-colore. Attraverso il viaggio le differenze politiche, religiose, di razza e sesso possono assumere la dimensione di semplici pezzi di un mosaico senza i quali è difficile immaginare di poter costruire la figura.
“E se un giorno vi troverete a camminare per le strade di un villaggio africano, vi potrà capitare di essere rincorsi da un gruppo di bambini che vi grideranno: “Ferenci, Ferenci” che vuol dire quello di fuori, il diverso, l’estraneo, l’altro. Per loro gli altri siete voi. Ecco perché siamo tutti nella medesima barca. Tutti noi abitanti del nostro pianeta, siamo altri rispetto ad altri: noi per loro, loro per noi”.
(Richard Kapuscinski)
Squame non è uno spettacolo di ricerca ma un lavoro di pensiero. Una riflessione sull’antropologia dell’integrazione e la filosofia dell’interazione. Ed è un cantiere aperto. Uno spettacolo che vorrebbe rimanere uguale ma che non riesce a resistere ai continui stimoli e alle sollecitazioni che gli rimbalzano addosso. E quindi cambia.
La presenza della musica è pervasiva al punto che a tratti le gambe cominciano a muoversi e viene voglia di ballare.
Paolo Pallante, uno dei cantautori più interessanti del panorama italiano, che sta riscuotendo notevole successo con il suo album “Da piccolo giocavo a bocce”, ha composto la maggior parte dei brani e li esegue dal vivo.
Luciano Bevilacqua, sax soprano e flauto, è un musicista colto e raffinato che riesce a spaziare dalle sonorità jazz con riletture blues alla creazione di un sound di effetti e rumors.
Un ringraziamento particolare a Giancarlo Fares per la collaborazione artistica e all’associazione culturale Controchiave.
